Da giovedì pomeriggio migliaia di persone sono entrate nell’exclave spagnola di Ceuta partendo dal territorio marocchino e le immagini televisive illustrano drammaticamente la triste realtà di una resa incondizionata del vecchio continente. È la crisi più grave dal 2021 ed è anche la più emblematica di tutto ciò che non funziona nella gestione europea dell’immigrazione.
Il Movimento Sociale dice la verità intera — quella che destra e sinistra, ciascuna per le proprie ragioni, continuano a non voler dire.
*Cosa ha scatenato questa ondata*
Dietro la nuova ondata migratoria non c’è soltanto la povertà, l’assenza di prospettive e aspettative alimentate dai social network, o la finestra di opportunità rappresentata dal bel tempo e il mare calmo. Ma c’è un elemento scatenante preciso che nessuno nomina con chiarezza: all’inizio di luglio la Corte Suprema spagnola ha emesso una sentenza secondo cui le persone intercettate mentre cercano di raggiungere Ceuta via mare non possono essere immediatamente rimpatriate. La notizia ha fatto il giro delle reti dei trafficanti e dei social network nordafricani in poche ore in quanto il messaggio era semplice: adesso è più facile. E in migliaia si sono buttati in mare.
Le forze di sicurezza marocchine non hanno fatto assolutamente nulla per impedire gli attraversamenti. Non è negligenza ma scelta politica. Il Marocco ( come la Libia) usa i migranti come leva negoziale con la Spagna e con l’Europa da anni. Lo ha già fatto nel 2021. È ricatto geopolitico mascherato da crisi umanitaria e l’Europa continua a farsi ricattare perché non ha una politica estera mediterranea degna di questo nome.
La proposta italiana che non convince. Il governo Meloni sta valutando la sospensione di Schengen con la Spagna con Tajani e Salvini che si sono già dichiarati favorevoli a quetsa ipotesi, tanto che il governo spagnolo ha convocato l’ambasciatore italiano in segno di protesta.
Il Movimento Sociale non è contrario in linea di principio alla sospensione di Schengen in situazioni di emergenza è uno strumento previsto dai trattati e va usato quando serve. Ma da solo non risolve nulla. Sospendere Schengen con la Spagna è un gesto politico, non una soluzione strutturale. I migranti entrati a Ceuta sono già in territorio europeo. Non escono perché l’Italia chiude un confine.
Noi abbiamo costruito in questi mesi una posizione organica sull’immigrazione che non è né la deportazione di massa di Vannacci né l’accoglienza indiscriminata della sinistra. È una posizione che parte dalle cause per arrivare alle soluzioni.
Prima di tutto: la cooperazione mediterranea reale. Il Marocco usa i migranti come arma perché l’Europa gli permette di farlo pagandolo per “gestire” i flussi senza mai affrontare la questione alla radice. Il Movimento Sociale propone accordi bilaterali seri con i Paesi di origine e di transito non basati sul ricatto ma sulla cooperazione economica autentica. Costruire scuole, ospedali, infrastrutture produttive in Nordafrica non è buonismo è interesse nazionale consapevoli che un Nordafrica che sviluppa la propria economia trattiene i propri figli.
Secondo: controllo reale dei confini esterni europei. Non con le sentenze dei tribunali che vietano i rimpatri immediati — quelle sentenze fanno esattamente il contrario di quello che dovrebbero fare: incentivano le traversate pericolose invece di scoraggiarle. Servono accordi di riammissione vincolanti con i Paesi di origine, finanziati e monitorati dall’Europa intera — non scaricati sulla Spagna o sull’Italia da sole.
Terzo: selezione all’origine. Chi ha diritto alla protezione internazionale va accolto con procedure rapide e certe. Chi non ce l’ha va rimpatriato con la stessa rapidità e certezza. Oggi in Europa nessuna delle due cose funziona: i tempi delle procedure sono biblici, i rimpatri sono una percentuale irrisoria degli ordini emessi, e chi dovrebbe essere espulso resta perché i Paesi di origine non cooperano.
Quarto: nessuna sentenza giudiziaria che vanifichi le politiche di controllo dei confini. Quello che ha fatto la Corte Suprema spagnola, vietare i rimpatri immediati, ha prodotto direttamente la crisi di queste ore. La magistratura non può sostituirsi alla politica nella gestione dei confini di uno Stato sovrano.
Ceuta oggi come Lampedusa domani. Il Mediterraneo non si gestisce con le dichiarazioni di Tajani e Salvini su Schengen. Si gestisce con una visione politica di lungo periodo, quella che il Movimento Sociale ha scritto nel proprio programma e che porta avanti con coerenza, senza urlare ai comizi e senza promesse che svaniscono il giorno dopo le elezioni.


Non è da sottovalutare la circostanza che la Spagna si è dimostrata piuttosto ostile agli USA e a Israele, mentre, allo stesso tempo, intercorrono buoni rapporti tra Marocco e Israele. Le conclusioni sono chiare. Alla base di quanto sta succedendo potrebbe stare quanto sopra osservato. Ma ovviamente è solo una ipotesi da non scartare
il Popolo Italiano si sta stancando dobbiamo uscire fuori e offrire una alternativa politica una terza via altrimenti avremo una alternanza infinita di Governi irresponsabili.